martedì 26 marzo 2013
GRANDE BENNATO, ancora una volta
hai centrato il problema!
UN CONCERTO PER LA CITTA' DELLA SCIENZA - «Servirebbe quantomeno un concerto allo stadio San Paolo per raccogliere fondi per la ricostruzione della Città della Scienza di Bagnoli» dice Bennato. «Non è solo di danaro che la città ha bisogno - continua Bennato - ma anche di cultura, educazione, azione sociale, speranza nel futuro. Come nella favola del "pifferaio magico", la popolazione dopo essere stata liberata dai topi gli si rivolta contro. È questione di mentalità della gente, che non si cambia solo con i soldi». Bennato ricorda di aver presentato nei giorni scorsi all'Ordine degli architetti di Napoli una proposta di recupero del progetto - risalente alla fine del 1800 - di riqualificazione di Bagnoli firmato dal grande Lamont Young, dal titolo «Rione Venezia». «Rievocare lo spirito di questo grande architetto deve servire a riappropriarsi delle proprie origini». (corrieredelmezzogiorno.it)
lunedì 25 marzo 2013
Tagli all'istruzione, l'Ue contro l'Italia
Uno studio della Commissione europea rivela che tra i 27 il nostro è il Paese che ha ridotto di più i bilanci del settore: -10,4% tra il 2010 e il 2012. "C'è bisogno di un approccio coerente, questa è la chiave del futuro dei nostri giovani e della ripresa economica"
di SALVO INTRAVAIA (repubblica.it)"Se gli Stati membri non investono adeguatamente nella modernizzazione dell'istruzione e delle abilità - ha affermato Androulla Vassiliou, commissario europeo responsabile per l'istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù - ci troveremo sempre più arretrati rispetto ai nostri concorrenti globali e avremo difficoltà ad affrontare il problema della disoccupazione giovanile".
Grazie a MARIASTAR!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! E NOI PER TUTTA RISPOSTA FACCIAMO INTERVENIRE IN TV ANCORA LA GELMINI......MA DAI, DOPO IL TUNNEL DEL CERN AVREBBE DOVUTO RIFUGIARSI IN ALSKA!!!!!
venerdì 22 marzo 2013
Boom di poveri: oltre 4 milioni nel 2013.
Ma gli italiani lavorano più dei tedeschi (REPUBBLICA.it)
Il rapporto di Confcommercio traccia un quadro allarmante per la dinamica del Pil (stime tagliate a -1,7% per il 2013) e dei consumi (quest'anno previsto -2,4%). Raddoppia il disagio sociale tra i cittadini, ogni giorno 615 nuovi poveri. Eppure gli italiani passano più ore sul posto di quanto si faccia in Francia o Germania, ma producono di meno
Gli italiani lavorano tanto. Confcommercio sfata il "falso" mito degli italiani come popolo di fannulloni. Le analisi parlano chiaro: sia nel caso dei lavoratori dipendenti sia in quello di professionisti e autonomi, nel 2011 hanno lavorato in media 1.774 ore ciascuno. Vale a dire il 20% in più dei francesi e il 26% in più dei tedeschi. I lavoratori indipendenti, autonomi o professionisti, in Italia lavorano quasi il 50% in più del lavoratore dipendente: in cifre, 2.338 ore contro 1.604. E' come dire tre mesi in più, compresi sabati e domeniche. Ma è bene precisare che lo stesso fenomeno si verifica anche negli altri Paesi presi in considerazione dalla ricerca di Confcommercio.
E' incoraggiante davvero, perché poi ci si sente dinanzi
alla Merkel con la sindrome della sudditanza????
Vedi Monti ed compari
giovedì 21 marzo 2013
GRAZIE GOVERNO BERLUSCONI, tutto tette e bunga bunga... il Paese andava bene perché i ristoranti erano pieni! Bravo coglione....
Pil pro capite: la Campania
regione più povera del Paese
Dati riferiti al 2010: male anche Sicilia e Puglia.
Bolzano la zona più ricca, solo tre regioni sopra il 125%

più ricca d'Italia, quella a sud del Garigliano cola economicamente a picco. È quanto emerge dai dati Eurostat sul Pil procapite regionale per il 2010.
SUD AL PALO - Ribadito anche il primato di Londra così come la maglia nera della regione di Severozapaden in Bulgaria. L'Italia conta tre regioni sopra il 125% e cinque tra quelle con un pil pro capite inferiore alla soglia del 75% (oltre alla Campania, 64%, la Calabria, 65%, la Sicilia, 66%, la Puglia, 67%, e la Basilicata, 70%).
LO DICE ANCHE IL CENSIS - Sud Italia al palo nell’ultimo rapporto Censis. Anzi: «Abbandonato a se stesso», per usare le stesse parole dell’istituto che ha analizzato il divario tra le regioni del Nord e il Mezzogiorno: 60% dei posti di lavoro persi; una famiglia su quattro in condizione di povertà tra il 2008 e il 2012. Perché? Secondo il Censis: «Piani di governo poco chiari, una burocrazia lenta nella gestione delle risorse pubbliche, infrastrutture scarsamente competitive, una limitata apertura ai mercati esteri e un forte razionamento del credito hanno indebolito il sistema-Mezzogiorno fino quasi a spezzarlo».
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