di Vito Laudadio da: ilfattoquotidiano.it
mercoledì 24 novembre 2010
di Vito Laudadio da: ilfattoquotidiano.it
martedì 16 novembre 2010
lunedì 15 novembre 2010
Nell'intervento telefonico all'incontro del Pdl a Milano il premier ha anche attaccato i media e la Rai
“Andremo avanti a governare, con la fiducia che ci verrà data al Senato e credo anche alla Camera”. È sicuro il premier Silvio Berlusconi, forte del sostegno degli italiani che – ha detto – “al 60%” sono con lui. Berlusconi è intervenuto telefonicamente alla manifestazione Pdl al Teatro Nuovo, in piazza San Babila a Milano. Nel caso in cui la fiducia dovesse mancare alla Camera, dove i margini sono molto stretti, il premier crede che si dovrà “andare di nuovo a votare per la Camera”. ”L’ipotesi del solo scioglimento della Camera in caso di sfiducia è un escamotage che ha il solo obiettivo di tranquillizzare quei senatori pronti a sostenere un percorso di responsabilità che eviti al Paese l’ennesima campagna elettorale”, ha replicato il capogruppo di Fli alla Camera Italo Bocchino ribadendo che sarebbe opportuno che il governo si dimettesse. ”Se la risposta di Berlusconi a una crisi di governo ormai conclamata è questa – ha aggiunto Bocchino – c’è da preoccuparsi seriamente per le istituzioni e per la soluzione dei problemi degli italiani. Restiamo convinti che sarebbe opportuna una scelta nell’interesse dell’Italia, con le dimissioni del governo e l’avvio di un percorso virtuoso che richiami tutte le forze politiche alla responsabilità verso i cittadini”.
“Comme è bella a pulizia”, ricette chille
che se giraje a mutannda o’cuntrarje!
mercoledì 16 giugno 2010
Per capire chi è Massimo Ciancimino bisogna passeggiare con lui tra il Pantheon e piazza di Spagna, dove ha abitato con il padre quando don Vito era agli arresti domiciliari. Le migliori boutique, da Cenci a Car Shoe, se lo contendono. I vip e i politici, magari un po’ sfuggenti ora che è famoso, lo salutano. Nei ristoranti alla moda, come Maccheroni o Riccioli Caffè lo accolgono come un’autorità e lo abbracciano chiedendogli del piccolo Vito, il bambino che porta il nome del famigerato nonno sindaco mafioso e assessore all’urbanistica del sacco di Palermo.
Massimo Ciancimino, prima di essere arrestato nel 2006 con l’accusa di aver riciclato il tesoro del padre era un rampollo della “Palermo bene” che lo apprezzava proprio per le stesse ragioni per i quali i pm volevano arrestarlo. Nonostante il padre fosse stato condannato per mafia, gli avvocati in cerca di clienti e le belle figliole in cerca di sistemazione mormoravano al suo passaggio: “Il padre gli ha lasciato un patrimonio di centinaia di milioni di dollari in Canada”. Lui non faceva nulla per smentire la leggenda e parcheggiava il suo Ferrari sul molo per poi salire su un fuoribordo Itama 55 con il quale incrociava tra le Eolie e le Egadi. Democristiani e forzisti lo consideravano un amico. E ora lui sta riversando ai magistrati tutto quello che ha visto e sentito in tanti anni passati a cavallo tra mafia e politica. Davvero imperdibile il verbale del 22 dicembre scorso nel quale Ciancimino jr racconta ai pm come ha conosciuto Cuffaro e Schifani: “Nel 2001, avevo incontrato l’Onorevole Cuffaro a una festa elettorale.... poi mio padre mi ha ricordato che faceva l’autista all’ex ministro Calogero Mannino quando pure io accompagnavo mio padre alle riunioni. Poi ho ricollegato: quando accompagnavo mio padre dall’onorevole Salvo Lima (prima in rapporti con i boss e poi ucciso nel 1992 dalla mafia, secondo i pentiti Ndr) spesso rimanevamo io fuori dalla macchina e c’era Renato Schifani che guidava la macchina a La Loggia (non Enrico ma il vecchio Giuseppe, importante politico Dc eletto presidente della Regione Sicilia e poi deputato Ndr). Io rimanevo con mio padre e Cuffaro guidava la macchina a Mannino. Diciamo i tre autisti erano questi. Oggi ovviamente gli altri due hanno fatto ben altre carriere, io no. Andavamo a prendere cose al bar”. E poi la chiusa da attore consumato: “C’è chi è più fortunato nella vita!”. Non c’è da scandalizzarsi se, come ha raccontato Lirio Abbate, è stato proprio il figlio di don Vito a consigliare ad Angelino Alfano quando non era ancora ministro ed era ancora calvo, un professore in grado di restituirgli la chioma con un trapianto. Il fatto è che Massimo Ciancimino è simpatico e maledettamente sveglio. Con un padre padrone che dava ripetizioni a Provenzano al mattino e lo legava alla catena alla sera per frenare la sua irrequietezza, ha dovuto tirare fuori presto la sua personalità. Mentre il fratello più grande studiava per il concorso in magistratura (fallito all’orale), lui pensava a fare soldi. Quando lo arrestano aveva appena ceduto la quota ereditata dal padre nella società che si occupava della metanizzazione in Sicilia (con la benedizione dei boss). L’altra socia era la nuora di un procuratore antimafia. E molti politici di Forza Italia avevano ottenuto finanziamenti grazie a quella società. Dopo l’arresto tutti lo mollano. Il giovane Ciancimino si sente tradito e, dopo la condanna in primo grado, comincia a raccontare una parte di quello che sa. Si dice che la parte più interessante dei verbali sia ancora coperta da omissis. E che lì si parli anche di un certo Silvio Berlusconi.
ilfatto quotidiano.it
link:http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2417842
Almeno 220 milioni di euro: è questa la cifra, interessi esclusi, che Mediaset dovrà restituire per gli “aiuti di Stato che le sono stati concessi illegittimamente” dal governo. Lo stabilisce una sentenza di primo grado della Corte di Giustizia europea, che conferma una decisione già presa dalla Commissione Ue nel 2007, contro cui Mediaset aveva fatto ricorso. Un ricorso che ieri, da Lussemburgo, è stato respinto “in toto”. Ecco i fatti: durante il passaggio al digitale terrestre, iniziato in Italia nel 2001 e che si completerà nel 2012, il secondo governo Berlusconi ha stanziato nella Finanziaria 2004 un contributo (a carico dello Stato) di 150 euro per ogni utente che avesse acquistato un apparecchio per la ricezione di segnali televisivi digitali terrestri. Lo stesso aiuto viene confermato nella Finanziaria 2005, con un importo però ridotto a 70 euro.
leggi la sentenza sul PDF messo a disposizione su "ilfattoquotidiano.it" al seguente link:
http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578
martedì 25 maggio 2010

http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578
LEGGERE PER CREDERE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
sabato 22 maggio 2010
Ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell’edizione delle 20 del Tg1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il Tg1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori. Come ha detto il presidente della Commissione di Vigilanza Rai Sergio Zavoli: “La più grande testata italiana, rinunciando alla sua tradizionale struttura ha visto trasformare insieme con la sua identità, parte dell’ascolto tradizionale”.

DI DONNA CON LE PALLE
....e gli uomini del PD in CDA RAI cosa fanno????????
mercoledì 19 maggio 2010
venerdì 14 maggio 2010

IN EUROPA E' STATO ATTUATO.
MA in ITALIA NO!
Pubblicato un articolo su "ilfattoquotidiano.it"
L’America non è un paese per vecchi, lo raccontavano già i fratelli Coen in un film da Oscar. E ormai non lo è neppure l’Europa: 55 anni l’età media dei presidenti degli Stati Uniti al momento dell’insediamento dal 1950 a oggi; e 53 anni l’età media degli attuali leader Ue. David Cameron, neo-premier britannico, è il più giovane, 43 anni; Silvio Berlusconi il più anziano, 73 anni. Di ricambio generazionale, di là dell’Atlantico, non c’è manco bisogno di parlare, tanto avviene naturalmente. Fra i presidenti eletti del dopoguerra, solo tre su dieci, Eisenhower, Reagan e Bush sr, avevano oltre 60 anni quando giurarono (tutti e tre repubblicani: i conservatori votano l’esperienza); e tre erano quarantenni, Kennedy, 43 anni come Cameron, il più giovane di sempre, Clinton e Obama
giovedì 13 maggio 2010

La liberta' e' partecipazione informata.
PER LA LIBERTÀ D'INFORMAZIONE, PER LE LIBERTÀ COSTITUZIONALI
All’appello contro la legge bavaglio sulle intercettazioni hanno già aderito oltre 40.000 persone, gruppi, sindacati e associazioni.
All’appello hanno dato il loro sostegno alcuni tra i maggiori costituzionalisti italiani:
Valerio Onida, Presidente dell’Associazione dei costituzionalisti italiani; Alessandro Pace, già Presidente della stessa associazione; Gaetano Azzariti; Lorenza Carlassare; Mario Dogliani; Gianni Ferrara.
Per approvare il disegno di legge è stata impressa una vistosissima accelerata ai lavori parlamentari Sono previste sedute mattutine, pomeridiane e notturne della Commissione Giustizia del Senato per concludere l’esame di un testo dall’impianto proibizionista e punitivo. E’ indispensabile moltiplicare gli sforzi per rafforzare l’opposizione a questo attentato alle libertà costituzionali.
Invitiamo tutti a a metterci la faccia, alla pagina Facebook http://bit.ly/cVcr10 che ha raggiunto il numero di 19.390 adesioni oppure a firmare in calce l'appello che ha già raggiunto la cifra enorme di 22.370 firme.
Articoli e info La rubrica di Repubblica "No Bavaglio"
mercoledì 12 maggio 2010
DA IL FATTOQUOTIDIANO.IT
Dicono per motivi di economicità.

.... o forse stanno cominciando ad leggere qualcosa di fastidioso???
http://www.laterradeifuochi.it/documenti/Analisi-Mortalita-Malformazioni.pdf
https://www.cnic.navy.mil/Naples/CommandInformation/HealthAwareness/index.htm
vi dirà che il sito non è sicuro... ma accettate e leggete le 2500 pagine sui rischi ambietali che corrono i militari a Napoli







